Il tre dicembre di ogni anno si celebra in tutta Europa la giornata internazionale del disabile, promossa dalla Commissione Europea in collaborazione con l’European Disability Forum, organizzazione che nel nostro continente rappresenta quasi 40 milioni di invalidi.
Il tre dicembre di ogni anno si celebra in tutta Europa la giornata internazionale del disabile, promossa dalla Commissione Europea in collaborazione con l’European Disability Forum, organizzazione che nel nostro continente rappresenta quasi 40 milioni di invalidi.
Quest’anno mi preme sottolineare soltanto un aspetto, secondo me però assolutamente fondamentale, che riguarda la categoria: l’importo dell’assegno mensile di invalidità civile.
Non so come si comportano le altre nazioni europee, per cui mi limito a riportare quelle che accade in Italia.
L’assegno è stato istituito con la legge 118 del 1971 e spettava agli invalidi civili privi di reddito e riconosciuti invalidi almeno al 67%. Poiché col tempo la spesa per lo Stato è cresciuta, si è ritenuto di doverla ridurre penalizzando la categoria. Col decreto legislativo 509 del 1988, infatti, la percentuale d’invalidità minima per il diritto all’assegno è stata elevata al 74% ed è stato anche deciso che dopo i 65 anni non ci si può più permettere di diventare invalidi e quindi, superata quella soglia, non si può neanche fare domanda.
Ma questo è nulla. Perché ciò che davvero grida vendetta è l’importo dell’assegno.
Sapete quanto riscuote in Italia un invalido civile? Forse è opportuno fare degli esempi concreti.
Un invalido civile all’80% che vive in famiglia agiata riscuote 238,07 euro mensili. In questo caso, si può sostenere, l’invalido può andare avanti perché sostenuto dai familiari.
Un invalido al 90%, che non ha nessun reddito e vive solo o con famiglia povera, riscuote anch’egli 238,07 euro al mese, diventando un peso economico insostenibile per quella famiglia. Ma un invalido al 100% che non ha un soldo ed è in casa affitto, che ha a carico una moglie disoccupata e due figli piccoli, avrà un assegno maggiorato! Altrimenti come fa a vivere e a portare avanti la famiglia? Ebbene anche in questo caso lo Stato italiano corrisponde un assegno di 238,07 euro al mese. E’ incredibile! Ma è vero.
Allora, prima di fare tanti discorsi e convegni e chiacchiere varie sulla solidarietà, integrazione, dignità e tante atre cose belle relative ai disabili o diversamente abili, facciamo il modo che uno Stato come il nostro, che si definisce sociale e solidale, metta queste persone per lo meno nelle condizioni di sopravvivere.
Sono sconcertato dal fatto che, al di là delle insistenze, peraltro completamente inascoltate, delle categorie degli invalidi civili, nessun sindacato e nessun partito, né di destra né di sinistra e neppure di centro, si è mai attivato per venire seriamente incontro alle situazioni davvero paradossali in cui versano molti invalidi doppiamente sfortunati.
La ricorrenza del tre dicembre di quest’anno usiamola per mettere a fuoco questo problema e soprattutto, visto che è tempo di finanziaria, sforziamoci, ognuno per ciò che può, di convincere i nostri politici a capire e a risolvere concretamente ed una volta per tutte questi gravi e inammissibili problemi.