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domenico riccio

cittadino dello antico et populare stato di Lucca (Italia)

 
 
     
 
sábado 03/junio/2006 17:57

Sproloquio sul mistero dell'esistenza del male e quindi anche del bene


.parte prima


Lucca 2006


-Aspettami un attimo, Ence - disse Elafia fermandosi a riprendere fiato. - Non ce la faccio più!

Avevano fatto un salto a Pisa, la cittadina “vituperio delle genti”, conosciuta nel mondo per essere a circa diciotto chilometri da Lucca, ed ora stavano montando in fila indiana sulla torre “che pende, che pende e che mai non vien giù”.

Anche Encevaldo, che era davanti, si fermò e si girò verso di lei.

- Dai, su! - gli fece con tono sostenuto, agitando la mano per metterle fretta. - Non puoi mica bloccare tutta la fila! Vedi quanta gente c’è dietro?

- Oh! - esclamò Elafia indispettita. - Se aspettano un secondo non casca mica la torre!

- Che fai, vuoi portare iella? - la riprese Encevaldo.

Era la prima volta che lui visitava Pisa e saliva sulla torre.

- E’ rimasta in piedi per quasi mille anni - aggiunse Encevaldo toccandosi. - Non vorrai mica farla cascare proprio oggi che ci siamo noi!

Si misero con le spalle al muro e fecero passare avanti un po’ di gente. Dopo un paio di minuti ripresero a salire ed Encevaldo si trovò casualmente dietro ad una gran bella biondona nordica con una minigonna mozzafiato e le mutandine bianche che si vedevano tutte.

Rimase incantato ad ammirare lo splendido panorama che gli danzava proprio davanti al naso.

- Ma cosa guardi! - lo rimproverò Elafia, tirandolo per un braccio.

- Eh! - fece Encevaldo, scuotendo la testa e senza togliere lo sguardo da quella grazia di Dio.

- Stalle ancora più addosso, mi raccomando! - disse ancora Elafia, notando che Encevaldo era ormai con la faccia a ridosso della minigonna della straniera. - Ti dovesse scappar via!

Ad un tratto la vichinga si fermò e per poco Encevaldo non batté con il naso sulle chiappe di lei. Rimase fermo con la faccia a due centimetri dal sedere di lei.

- Dai, visto che ci sei, baciale il culo! - esclamò con voce aspra Elafia, che seguiva da dietro tutta la scena ed aveva continuato a richiamare il suo ragazzo, il quale però fingeva di non sentire.

Encevaldo non se lo fece ripetere e, prendendo alla lettera le parole di Elafia, dette davvero un baciotto schioccante sulla parte scoperta del sedere della biondona nordica.

- Ma sei tutto scemo!? - sbraitò, con voce dura e frenata, Elafia furibonda e imbarazzata, che fino ad un attimo prima era convinta di avere a che fare con un ragazzo più o meno serio.

Entrambi alzarono subito gli occhi per vedere la reazione della bella straniera.

L’altissima vichinga si girò di scatto, guardò per un attimo negli occhi stupefatti e rassegnati di Encevaldo, il quale era lì pronto a beccarsi una sonorissima sberla o anche di peggio, e inaspettatamente gli fece un bel sorriso. Poi disse qualcosa d’incomprensibile ad una sua amica che la precedeva e che rise ad alta voce, quindiriprese tranquillamente a salire.

- Ma guarda figure! - esclamò Elafia, che sembrava vergognarsi peggio di una ladra. - Ti rendi conto che...

- Questo, ragazza mia, significa essere emancipati! - sentenziò placidamente Encevaldo, interrompendo le parole di lei, con un sorrisino compiaciuto sulle labbra. -Perché le donne, dovresti saperlo, sono state create per dare soddisfazione all’uomo ed io ora me ne son presa una piccola piccola.

- Te, oggi, proprio non ti riconosco! - replicò quasi rassegnata Elafia, che ancora non era riuscita ad assorbire il disagio procurato dalla sconsideratezza del ragazzo.

- Ma tu - chiese invece lui - la Bibbia l’hai letta?

- Che c’incastra ora la Bibbia!?

- Come che c’incastra! - la rimbeccò Encevaldo. - Non hai sempre detto di essere cattolica?

- E allora?

- Se sei cattolica, devi seguire gli insegnamenti della Bibbia, no? La Genesi - aggiunse dopo tre secondi di pausa. - Sai cos’è la Genesi?

- Certo che lo so.

- E sai anche cosa dice?

- Parla della creazione del mondo.

- E anche dell’uomo e poi della donna. E spiega con chiarezza il motivo per cui questo popò di grazia di Dio è stato creato.

Ed Encevaldo indicò con la mano le chiappe della vichinga che continuavano a ballargli davanti agli occhi.

- Ma allora sei scemo sul serio! - esclamò Elafia con furore. - La smetti di guardare il culo di quella lì?

- Non mi dire che sei gelosa! - rise Encevaldo. - E poi dicono di quelli del sud!

- Certo, però, queste straniere... andare a giro così... - commentò Elafia a bassa voce.

- Voi ragazze italiane siete ancora troppo indietro - spiegò Encevaldo con tono sostenuto. - Non siete per niente emancipate, non capite...

- Grazie! - ribatté Elafia indispettita. - Sei gentile come sempre!

- Ma torniamo alla nostra Bibbia - disse ancora Encevaldo, riprendendo il ragionamento di poc’anzi.

- Senti, cocco, prima però si fa una cosa - lo interruppe Elafia tirandolo per la maglia. Non ne poteva più di vedere il suo Encevaldo che continuava a fissare le chiappe della bionda stangona venuta dal nord. - Vado io avanti e tu vieni dietro di me.

Ma anche così cambiava poco. Un gradino più in giù, Encevaldo lo spettacolo lo vedeva ancora meglio, anche se l’aveva un pochino più distante. Allora Elafia cominciò a rallentare fino a che la biondona non scomparve dietro l’angolo.

- Devo ammirare il tuo? - domandò Encevaldo.

- Perché, non ti piace?

- E’ che il tuo te lo tieni ben coperto.

Quel giorno Elafia indossava un paio di pantaloni, di quelli comodi, non attillati.

- Però - aggiunse Encevaldo - ti sto guardando come fossi nuda e...

- Ma la fai finita? - lo zittì lei. - Mi dici cosa ti è preso, oggi?

- Allora - disse Encevaldo, fingendo di non dar peso alle parole della sua ragazza e riprendendo flemmatico il discorsodi prima, - dove eravamo rimasti? Ecco, già, si parlava della Genesi e della creazione dell’uomo e della donna. Li conosci, no, i motivi per cui la donna è stata creata? C’è scritto con chiarezza.

- E cosa ci sarebbe scritto?

- Allora non l’hai letta!

- E’ per questo che ti sto chiedendo di spiegarmelo - ribadì Elafia con quel poco di pazienza che ancora le restava.

- Be’, visto che me lo chiedi, una mano potrei anche dartela - acconsentì Encevaldo. - Tra l’altro ho anche scritto qualcosa sull’argomento. Anzi, se ci tieni, te lo faccio leggere, così si fa prima. Per la verità il problema che tratto è un altro, ma anche il motivo della creazione della donna è parte fondamentale del mio sproloquio.

- Sproloquio? - ripeté Elafia, un pochino incuriosita.

- Sì. Si intitola proprio sproloquio. Non ti piace?

- Mah!

- Anzi, per essere più precisi, il titolo completo è questo: “Sproloquio sul mistero dell’esistenza del male e quindi anche del bene”.

- E cosa vuol dire?

- E’ la dimostrazione logica del motivo per cui esiste il male e...

- Non mi dire che hai scritto- lo interruppe Elafia, che credette di avere intuito qualcosa, - che la donna è la causa di tutti i mali!

- Più o meno ci sei, ma non è come pensi. Diciamo che Eva è servita allo scopo e quindi, commettendo il peccato originale e facendolo commettere anche ad Adamo, ha contribuito alla rovina dell’uomo e quindi alla sua felicità... e naturalmente anche a quella della donna.

- Non ti seguo più - si arrese Elafia, tirando nel contempo un sospiro di sollievo. - Poi me lo spieghi meglio. Guarda che panorama!

Erano finalmente arrivati in cima alla torre.

- Dopo te lo faccio leggere. Il testo é chiarissimo.

 

 
 
   · autor: 1damnic  · sección: Sproloquio  
     
   
 
     
 
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