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domenico riccio

cittadino dello antico et populare stato di Lucca (Italia)

 
 
     
 
sábado 03/junio/2006 17:46

Sproloquio sul mistero dell'esistenza del male e quindi anche del bene


.parte sesta


- Certo, Dio ci è andato giù duro! - osservò Elafia.

- Quel che conta è il risultato. Comunque è vero e, se continui, vedrai che c’è anche scritto.

- Sì, c’è scritto.

“E anche se dopo s’accorse di avere un pochino esagerato, tirò un profondo sospiro di sollievo: ora l’uomo e la donna potevano soffrire in santa pace e quindi essere finalmenteanche soddisfatti e felici. A questo punto, qualcuno di voi lettori si chiederà se era proprio il caso di scomodare Dio per arrivare a dimostrare un concetto che peraltro molti presuntuosi non condivideranno. Se l’ho fatto, è evidente che ne valeva la pena. Voi, infatti, molto spesso fate scorrere gli occhi sulle pagine dei libri con estrema leggerezza, senza porre la dovuta attenzione, senza meditare ed approfondire, senza cogliere l’intrinseco significato del me ssaggio proposto, magari col sorrisetto di chi ritiene di saperla più lunga o lo sbadiglio di chi si è già scocciato, e speroche non vi stiate comportando così anche in questa occasione”.

- Cos’è, un rimprovero?

- Anche. Ma è soprattutto una sorta di excusatio non petita per aver chiamato in ballo Dio.

- E ne valeva davvero la pena?

- Non so. Quello che ho scritto ho scritto.

- Mi sembra di averlo già sentito dire.

- E’ una frase di Pilato. Quando gli chiesero perché sul cartello apposto in cima alla croce di Cristo aveva scritto “INRI - Jesus Nazarenus Rex Judeorum”, rispose con quella frase.

“Non so - continuò a leggere Elafia - se vi siete resi conto dell’importanza della scoperta che, grazie a Dio e all’ispirazione che Lui ha voluto darmi, avete appena fatto e che potrebbe cambiare il resto della vostra esistenza. Ho ritenuto perciò che, solo chiamando in causa Lui e raccontando a modo mio un fatto che è riportato dalla Bibbia, voi sareste rimasti con la mente un pochino più sveglia e il concetto che ho espresso sarebbe stato meglio compreso. Avrete senz’altro capito, infatti, che in questa pagina è scritta l’intuizione per la soluzione di uno dei più grandi misteri dell’uomo: quello dell’esistenza del male. S ì, proprio quel mistero che tanti ingegni in ogni tempo hanno cercato inutilmente di risolvere. Come potete constatare, dunque, il motivo dell’esistenza del dolore e del male - e di conseguenza della felicità e del bene - a questo punto non è più un mistero. E quindi è più facile comprendere perché avesse ragione il precettore Pangloss quando, senza essere capito e venendo addirittura preso in giro, cercava di spiegare al Candide di Voltaire che, a dispetto di tutte le disgrazie e degli interminabili eventi calamitosi, il nostro è e rimane il migliore dei mondi possibili”.

- Chi è questo Pangloss?

- L’hai appena letto: il precettore di Candide.

- E chi era Candide?

- Un personaggio singolare inventato da Voltaire, uno degli scrittori più intelligenti di tutti i tempi, secondo me. Ma ti conviene finire di leggere, perché dovresti essere molto vicina alla conclusione.

- E’ vero.

“Penso di essere stato chiaro. Naturalmente chi è intelligente ha ben colto il senso di questa intuizione e ne ha anche compreso l’enorme portata; chi invece ragiona come...... (il nome dell’imbecille - potrebbe essere uno di quelli col paraocchi, quindi di sinistra! - può essere aggiunto a penna a discrezione del lettore), è inutile che continui a scervellarsi, non è affar suo”.

- Che cavolo di discorso è questo?

- Solo una battuta per prendere un po’ in giro i miei amici di sinistra.

- Sono tuoi amici? Non me n’ero accorta.

- Certo: amici avversari.

- Che significa?

- Significa che per me in politica non ci sono nemici, ma solo persone che la pensano diversamente, amici avversari da rispettare e da sconfiggere lealmente e con i sistemi democratici. Non è un controsenso!

- Se lo dici tu. Intanto finisco di leggere. Vedo che mancano solo poche righe.

“Lo sproloquio dovrebbe finire qui, ma c’è da aggiungere un altro concetto molto importante, che consegue da quantodetto sopra e che per poco non dimenticavo. La conoscenza del bene e del male ha comportato per l’uomo e la donna la possibilità di “scegliere” tra il bene e il male. Ecco spiegato il libero arbitrio. E’ evidente che se i nostri due fossero rimasti nel paradiso terrestre, senulla fosse cambiato rispetto aiprimigiorni di Adamo, se non fosse stata creata Eva e non avesse commesso il peccato originale, se non avessero mangiato il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male, per l’uomo e la donna non ci sarebbe mai stata la conquista di quel valore di gran lunga più importante, il più grande dono di Dio: la libertà”.
  

 
 
   · autor: 1damnic  · sección: Sproloquio  
     
   
 
     
 
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