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domenico riccio

cittadino dello antico et populare stato di Lucca (Italia)

 
 
     
 
Wednesday 03/January/2007 15:47

Pompeo Girolamo Batoni


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Tutte le mattine mi reco al mio ufficio in piazza San Frediano e, all’inizio della via Anguillara, là ove essa fa angolo con via San Frediano, a dieci metri dalla splendida facciata dell’antica basilica del santo che deviò il fiume Serchio, incontro e saluto Pompeo Girolamo Batoni, grande pittore lucchese del Settecento. Sotto il suo busto, opera di C. Dal Poggetto, si legge: “A Pompeo Batoni che riconducendo l’arte allo studio dei grandi maestri del vero fu giudicato primo tra i pittori del Sec. XVIII. Qui dove nacque il XXV Gen. MDCCVIII i cittadini posero nel MCMXI”. Nato dunque a Lucca nel 1708, Pompeo Girolamo Batoni fu iniziato alla tecnica del disegno da suo padre, che era un affermato orafo, e dagli artisti Giandomenico Lombardi e Domenico Brughieri. Grazie al sostegno della famiglia e di alcuni mecenati lucchesi che credettero nel talento del ragazzo, a soli diciannove anni poté trasferirsi a Roma per formarsi sul classicismo, esercitandosi nel disegno di modelli dal vivo e nel copiare le opere di Raffaello, del Guercino e di Annibale Carracci presso il Vaticano e la Villa Farnesina. Fu proprio in questa villa nobiliare suburbana che si invaghì della bella figlia del custode e la prese in sposa. Il padre e i mecenati lucchesi non approvarono quel matrimonio di basso rango e gli tolsero ogni sussidio. Batoni allora fu costretto a guadagnarsi da vivere, disegnando e vendendo copie di opere e facendo ritratti a signori di passaggio. Superato il momento più difficile, cominciò a frequentare la scuola di Agostino Masucci e soprattutto quella di Francesco Ferdinandi, detto l’Imperiali, presso il quale assimilò il classicismo romano, e a collaborare con importanti paesaggisti, come Locatelli e Van Bloemen. Ebbe in tal modo la possibilità di farsi conoscere ed apprezzare da personaggi di alto lignaggio. Arrivò così la prima commissione di rilievo: la Madonna con Bambino e Santi per la chiesa di San Gregorio al Celio, che fu seguita dalla pala Cristo in gloria e Santi per la chiesa dei Santi Celso e Giuliano. Verso la metà degli anni trenta era già un artista molto importante e sono di quel periodo opere come la Presentazione al Tempio nella chiesa di Santa Maria della Pace a Brescia, il Trionfo di Venezia al Raleigh Art Museum negli USA, la Verità scoperta dal Tempo e quattro Allegorie al Palazzo Colonna a Roma, la Consegna delle Chiavi e gli Evangelisti al Quirinale. Nel 1741 entrò nell’accademia romana di belle arti “San Luca” e nel 1743 (la data è indicata in basso a destra) dipinse l’Estasi di santa Caterina da Siena, che si ammira a Lucca nel Museo Nazionale di Villa Guinigi. A proposito di quest’olio su tela così si esprime la Isa Belli Bartali nella sua “Lucca - Guida alla città”: “La realtà psicologica del soggetto - sentimento della mistica grazia, compartecipazione quasi soccorrevole degli angeli, appassionato pathos - si compendia in una suprema maestria linguistica che si esprime nella dolce bellezza dei tratti, nelle rispondenze armoniche delle figure, negli effetti preziosi di luce e di colore che smaterializzano lo spazio: riflessi rossi e verdi, calde ombre che quasi panneggiano le figure minori lasciando in piena luce zenitale - a folgorare i biondi puri della veste - la morbida figura della santa”. Negli anni cinquanta era ormai considerato, a livello europeo, il miglior pittore italiano. Ebbe commissioni importantissime, come la Caduta di Simon Mago per la basi