.IN LIBRERIA LA TOPA DI CAPANNORI DI DOMENICO RICCIO (Presentazione del romanzo alla stampa in Lucca il 10 settembre 2005)
“Ah, quella era profonda, davvero come la topa di Capannori”. Così scrive Giacomo Puccini in una lettera inviata alla sorella Ramelde. E in un’altra spedita al cognato Raffaello gli chiede: “Fa’ fare un cartello come la topa di Capannori”.
IN LIBRERIA LA “TOPA DI CAPANNORI” DI DOMENICO RICCIO
(Presentazione del romanzo alla stampa in Lucca il 10 settembre 2005)
“Ah, quella era profonda, davvero come la topa di Capannori”. Così scrive Giacomo Puccini in una lettera inviata alla sorella Ramelde. E in un’altra spedita al cognato Raffaello gli chiede: “Fa’ fare un cartello come la topa di Capannori”.Domenico Riccio, vicesindaco di Lucca, è stato uomo di parola. “Avevo promesso - dice - un libro dall’ineluttabile titolo “La Topa di Capannori”, ve l’ho fatto desiderare ed ora eccovi accontentati. Ed ho cercato di fare un bel volume, anche dal punto di vista estetico”.Edito da Edizioni Biagini, il libro, con copertina cartonata in tela e impressioni in oro e sovracoperta su cui spicca la foto della topa di Capannori, ha 320 pagine, costa 20 euro e si può acquistare da domani nelle migliori librerie di Lucca e provincia o presso la UGL, in Lucca, piazza S. Frediano n.15 (tel. 0583 491164).Arricchito dall’ampia presentazione del Ministro Altero Matteoli, che si sofferma a ricordare i suoi rapporti d’amicizia con l’autore e con molti personaggi citati nel libro, in particolare con Danilo Ravenni e Beppe Niccolai, questo volume, che è il terzo romanzo di Riccio in tre anni (prima aveva pubblicato I racconti dell’infanzia di Damnic e Il seminarista, oltre ai due volumi di poesie: Damnic e Nesso), si compone di due parti: quella ludica e quella seria.“La parte ludica - spiega Domenico Riccio, che lo ha presentato ieri in una conferenza stampa presso i locali completamente ristrutturati della Stella Polare in Piazza Grande, - narra della mia scoperta della topa di Capannori in America, in casa della signora Laura Padreddii, una Lucchese nel Mondo di Fremont in California; degli strani e simpatici commenti di alcuni miei amici al ritorno a Lucca; dei libri del Micheli e del Lera che parlano della “topa” e delle eccezionali e già citate lettere di Giacomo Puccini, che è vissuto nel tempo in cui la topa era ancor