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domenico riccio

cittadino dello antico et populare stato di Lucca (Italia)

 
 
     
 
Saturday 03/June/2006 17:54

Sproloquio sul mistero dell'esistenza del male e quindi anche del bene


.parte seconda


Avevano appena attraversato la galleria che delimita il confine tra le province di Lucca e Pisa e scendevano con l’auto verso Santa Maria del Giudice, nel verde territorio lucchese.

Encevaldo guardò Elafia e le fece un sorriso.

- Oggi ti sei divertita un mondo sulla torre, vero? - le chiese.

- Sei stato scemo forte con quella lì! - disse Elafia, che rivide la scena dentro di sé. - Ma come ti è saltato in mente di baciarla proprio lì?

- Bacetto innocentissimo fu! - si difese Encevaldo, con un finto accento siciliano. - Lei che è del nord lo ha capito subito e mi ha anche sorriso. E poi, scusa, non sei stata tu a dirmelo?

- Con te bisogna stare attenti alle parole... non si può neanche...

- Vuoi proprio sapere perché l’ho fatto? - interruppe Encevaldo con voce allegra e suadente.

- Sono proprio curiosa.

- L’ho fatto perché ero felice. Felice di stare con te, di farti arrabbiare, di farti ingelosire, di fare una mattata, di...

- Allora vuoi sapere un’altra cosa? - interruppe a sua volta Elafia, poggiando la sua mano su quella di Encevaldo. - Anch’io mi sento felice come non sono mai stata. Felice di stare con te, di vederti fare lo scemo, di sentirti dire sciocchezze.

Encevaldo prese nella sua la mano della ragazza e la strinse.

- Certo - aggiunse Elafia con soddisfazione. - Dopo tutti i guai che mi sono capitati, mi ci voleva proprio un matto come te che mi facesse star bene...

La vita di Elafia era stata molto travagliata. Rimasta orfana di mamma a soli dieci anni e con un padre che si ritirava a casa quasi sempre ubriaco, aveva sofferto davvero tanto. A vent’anni, poi, aveva deciso di andar via di casa e si era stabilita a Lucca, dove faceva l’impiegata e viveva da sola in un piccolo appartamento del centro storico. Quindi aveva conosciuto Encevaldo, si era innamorata di lui e la sua vita sembrava cambiata.

- Vedi che ho ragione io? - disse Encevaldo. - Se nella vita non ci fossero i guai, non ci sarebbe neanche la felicità. Dopo la tempesta viene il sole, dopo la notte il giorno, dopo i problemi le soddisfazioni, e viceversa. Ci vuole sia il male che il bene; o meglio, è proprio il male che fa capire ed apprezzare il bene, altrimenti non si darebbe peso a niente e ...

- Che fai, il filosofo? - lo interruppe Elafia.

- La filosofia mi è sempre piaciuta - rispose Encevaldo, - ma questo me l’ha insegnato la vita.

- A pensarci bene, in effetti - ammise la ragazza dopo un attimo di riflessione, - tutti i torti non li hai. Chi ha sofferto, chi ha fatto una vita dura come la mia, le gioie dopo le apprezza di più.

- E’ la tesi del mio sproloquio - confermò Encevaldo soddisfatto.

- Sono proprio curiosa di leggerlo codesto tuo sproloquio.

- Appena arriviamo a Lucca. Così imparerai che la donna è stata creata per far felice l’uomo e...

         - Rivuoi litigare?


 
 
   · autor: 1damnic  · sección: Sproloquio  
     
   
 
     
 
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