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domenico riccio

cittadino dello antico et populare stato di Lucca (Italia)

 
 
     
 
Saturday 03/June/2006 17:50

Sproloquio sul mistero dell'esistenza del male e quindi anche del bene


.parte quarta


         Si sedettero entrambi sul divano ed Elafia riprese a leggere.

“Adamo conosceva solo la noia, perché aveva tutto e non doveva far nulla. Come faceva a gioire, se mai aveva sofferto? Come poteva apprezzare la vita, la salute, la bellezza e tutti i doni che Dio gli aveva fatto, se non conosceva la privazione, la malattia, il dolore, la fatica? Se a un figlio concedi ogni cosa, egli non apprezza nulla. Senza dolore non c’è gioia, senza patimento non c’è felicità, senza male non c’è bene”.

- Ma, insomma, la donna la fa o non la fa?

- Tra poco farà anche la donna, così sarai contenta - rispose Encevaldo. - Ma condividi o no quello che hai appena letto?

- Non so. Se ci tieni a saperlo, io sono ancora convinta che la vita sarebbe tanto più bella se non esistessero le cose brutte.

- Dici così perché di cose brutte ne conosci già tante e di conseguenza ti farebbe piacere avere solo momenti belli. Ma mettiti un attimo nei panni di Adamo: lui era appena stato creato, non aveva alle spalle un mondo di nefandezze, non aveva esperienze di vita negative, non sapeva cos’era il dolore, ciò che era bene e ciò che era male e si annoiava proprio per questo.

- Mi vorresti convincere che è meglio se si hanno problemi e sofferenze?

- No. Vorrei farti capire che se non ci fossero problemi e sofferenze, non ci sarebbero neanche le gioie e le soddisfazioni.

Elafia lo guardò per un attimo senza parlare e poi riprese a leggere.

“E logicamente, più grandi sono le privazioni e i problemi e maggiori le possibili conseguenti soddisfazioni. Adamo, dunque, per essere felice aveva bisogno di problemi, di un sacco di problemi, e il Signore decise di aiutarlo. E poiché gli voleva davvero un gran bene e desiderava che gioisse alla grande, cominciò col regalargli il problema più grosso, quello capace di generare a catena un mare di possibili problemi, e gli creò la donna”.

- Oh, eccola finalmente!

- Sei contenta?

- Immaginavo che avresti scritto così. La donna è dunque per te il problema più grosso che genera problemi a catena? Vorrei vedervi voi uomini senza le donne!

- Saremmo ancora nel paradiso terrestre.

- A morire di noia.

- Vedi che cominci a capire?

“Allora Dio scese nel giardino dell’Eden e fece cadere sull’uomo un sonno profondo. Poi gli tolse una delle costole e richiuse la carne al suo posto. E Dio costruì la costola, che aveva tolto all’uomo, formandone una donna. Poi la condusse all’uomo. E quando l’uomo si svegliò, si stropicciò gli occhi, vide quella nuova creatura, la osservò con curiosità, s’accorse che anche lei lo guardava meravigliato e alla fine, senza saperlo, disse: “Questa volta è osso delle mie ossa e carne della mia carne! Costei si chiamerà donna... e che Dio ce la mandi buona!”. Sia lui che lei erano ignudi, continuavano a guardarsi a vicenda, cominciarono a notare con sempre maggioreinteresse gli organi che li distinguevano e, poiché Dio non aveva fornito loro alcuna spiegazione, convinto che almeno a quello ci sarebbero arrivati da soli, cercavano di capire se, oltre alle ordinarie funzioni corporali, quegli attributipotessero servire a qualcos’altro”.

- Poverini! Dagli il tempo di provare!

- Mi sa che non fanno in tempo.

- Caino e Abele però li faranno!

- Sì, ma dopo il casino del peccato originale.

“Come ben sapete - continuò a leggere Elafia, - il primo atto della donna non fu quello di fare all’amore, bensì di farsi confondere dal serpente, di cogliere il frutto dall’albero proibito, di mangiarlo e di darne un boccone anche ad Adamo. Ma il serpente - dice testualmente la Bibbia - era la più astuta di tutte le fiere della steppa che Dio aveva fatto, e disse alla donna: “E’ dunque vero che Dio ha detto: non dovete mangiare di tutti gli alberi del giardino?”. Rispose la donna al serpente: “Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto che sta nella parte interna del giardino Dio ha detto: non ne dovete mangiare e non lo dovete to ccare, per paura che ne moriate”. Ma il serpente disse alla donna: “Voi non morirete affatto! Anzi Dio sa che nel giorno in cui voi ne mangerete, si apriranno allora i vostri occhi e diventerete come Dio, conoscitori del bene e del male”.

 
 
   · autor: 1damnic  · sección: Sproloquio  
     
   
 
     
 
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